solingo
Solitario, appartato — aggettivo di registro alto, quasi esclusivamente poetico nell'italiano contemporaneo.
Definizione
Che vive o si trova in solitudine, lontano dalla frequentazione degli altri; detto anche di luoghi remoti, silenziosi, privi di vita umana. L'aggettivo è di registro alto e oggi percepito come arcaico fuori dal contesto poetico: il suo uso corrente è quasi esclusivamente letterario, legato soprattutto alla tradizione lirica italiana.
Etimologia
Dal latino tardo solitaneus, derivato di solus. La forma italiana si afferma nel Medioevo per via poetica e rimane confinata al registro letterario, mai davvero entrata nell'uso parlato.
Sinonimi
equivalente neutro, di registro più basso e uso corrente
privilegia il senso spaziale rispetto a quello interiore
sfumatura ascetica, ancora più desueto
usato da Leopardi nell'Infinito: 'questo ermo colle'
Contrari
antonimo spaziale
detto di luoghi
Parole correlate
Nota del Paroliere
Solingo è inseparabile da Leopardi, che lo usa nel Passero solitario — 'tu, solingo augelletto' — con una precisione emotiva che nessun sinonimo potrebbe sostituire. L'aggettivo porta con sé tutta la solitudine volontaria del poeta di Recanati, quella che non cerca consolazione ma contempla la propria condizione con lucidità quasi crudele. Usarlo fuori dalla poesia suona anacronistico, ma è esattamente quella distanza storica a renderlo così carico.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.