stereotipo
Rappresentazione mentale semplificata e rigida di un gruppo sociale — piano cognitivo, distinto dal pregiudizio (emotivo) e dalla discriminazione (comportamentale).
Definizione
Rappresentazione mentale semplificata e rigida attribuita indistintamente a tutti i membri di un determinato gruppo sociale, che riduce la varietà reale delle persone a un piccolo insieme di tratti fissi presunti comuni — 'gli italiani sono espansivi', 'gli svizzeri sono precisi'. A differenza del pregiudizio, che ha natura affettiva e valutativa, lo stereotipo è essenzialmente cognitivo: è una scorciatoia di pensiero, uno schema che permette di categorizzare rapidamente persone e situazioni sconosciute, e può essere neutro o persino positivo, non necessariamente negativo od ostile. È proprio lo stereotipo, però, a fornire il nucleo cognitivo su cui si costruisce il pregiudizio, quando a quella rappresentazione si aggiunge una componente emotiva di valutazione negativa verso il gruppo; da lì, tradotto in comportamento concreto, il pregiudizio può sfociare in discriminazione. La psicologia sociale distingue quindi tre piani progressivi e collegati: stereotipo (rappresentazione), pregiudizio (atteggiamento), discriminazione (comportamento).
Etimologia
Dal greco stereós «rigido, solido» e týpos «impronta, stampo»: nell'uso tipografico originario indicava una lastra rigida usata per riprodurre in stampa sempre la stessa immagine identica. Il giornalista e sociologo Walter Lippmann trasferì il termine alla psicologia sociale nel 1922, applicandolo alle 'immagini nella nostra testa' — rappresentazioni fisse e semplificate della realtà sociale, riprodotte sempre uguali a se stesse come lo stampo tipografico.
Esempi d'uso
- «Lo stereotipo secondo cui 'i genovesi sono avari' è una generalizzazione rigida priva di fondamento sistematico, ma resiste nel folklore linguistico italiano.»
- «Non tutti gli stereotipi sono negativi: 'i giapponesi sono precisi' è uno stereotipo, in senso tecnico, anche se lusinghiero per chi ne è oggetto.»
- «La pubblicità si affida spesso a stereotipi di genere consolidati, associando automaticamente prodotti per la casa a figure femminili.»
- «Distinguere lo stereotipo dal pregiudizio aiuta a capire perché una persona possa riconoscere razionalmente uno stereotipo come falso, pur continuando ad agire secondo un pregiudizio radicato.»
Sinonimi
↳ Sinonimo diffuso nell'uso comune, spesso applicato anche a rappresentazioni culturali o narrative oltre che sociali.
↳ Enfatizza l'aspetto di idea condivisa e ripetuta acriticamente, più che la sua funzione di categorizzazione sociale.
Contrari
Parole correlate
Nota del Paroliere
La metafora tipografica all'origine di questa parola è più precisa di quanto sembri a prima vista: uno stereotipo, come lo stampo da cui prende il nome, produce sempre la stessa immagine identica, indipendentemente da quale sia effettivamente la persona che si trova a incontrare chi lo usa. Il punto delicato è che gli stereotipi non sono un difetto occasionale del pensiero: sono un prodotto ordinario, quasi inevitabile, del modo in cui la mente categorizza il mondo per renderlo gestibile. Il problema comincia non quando categorizziamo — cosa che facciamo sempre — ma quando smettiamo di correggere la categoria di fronte a un'evidenza individuale che la contraddice.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.