tergiversare
Evitare di rispondere o decidere con pretesti e deviazioni abili; girare intorno alla questione senza mai toccarla.
Definizione
Aggirare una domanda o una decisione con la maestria di chi conosce tutti i sentieri laterali: non un rifiuto, non un assenso, ma un elegante balletto intorno al punto. Chi tergiversa trasforma l'elusione in arte minore — rimanda, devia, offre contorni senza centro — fino a quando l'interlocutore si dimentica persino di cosa avesse chiesto.
Etimologia
Dal latino tergiversari, 'voltare le spalle', composto di tergum (schiena) e versare (girare). L'immagine originale è quella di chi letteralmente si gira dall'altra parte per evitare il confronto.
Esempi d'uso
- «Tergiversò per venti minuti prima di ammettere che non sapeva rispondere.»
- «Era un maestro del tergiversare in riunione: finita l'ora, nessuna decisione era stata presa.»
- «Non mentiva — tergiversava. La distinzione non consolava chi aspettava una risposta.»
- «Il politico tergiversò con tale eleganza che metà della sala applaudì senza aver capito nulla.»
Sinonimi
guadagnare tempo senza necessariamente aggirare la questione
evitare in modo più diretto, meno elaborato del tergiversare
esitare, mostrarsi reticenti in modo più trasparente
Contrari
il gesto che il tergiversante evita sistematicamente
prendere posizione netta, senza deviazioni
Nota del Paroliere
Tergiversare è un verbo che porta con sé un certo rispetto involontario: per farlo bene ci vuole intelligenza, tempismo e una buona conoscenza del proprio interlocutore. Non è la stessa cosa del mentire, né del tacere. È una forma di presenza nel discorso che produce assenza di sostanza — un equilibrio non facile da mantenere.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.