dissoluzione
Scioglimento di un'entità organizzata, in chimica come in politica: perdita di coesione fino alla separazione delle parti.
Definizione
Processo di disfacimento o scioglimento di un'entità organizzata — che sia una sostanza chimica in un solvente, una struttura politica o un legame sociale. La dissoluzione ha sempre una dimensione di perdita di coesione: ciò che era tenuto insieme cessa di esserlo, e le parti si separano o si disperdono. Nel linguaggio formale e giuridico si usa per la fine di enti, istituzioni, matrimoni, parlamenti.
Etimologia
Dal latino dissolutio, -onis, derivato di dissolvere (dis- + solvere, sciogliere). Il termine entra in italiano con il doppio significato fisico (scioglimento di una sostanza) e figurato (disfacimento morale o istituzionale) già nel latino classico.
Sinonimi
nella accezione istituzionale (scioglimento del parlamento, di un'associazione)
con accento sul processo progressivo di perdita di forma
con enfasi sulla separazione degli elementi costitutivi
Contrari
la forza che tiene uniti gli elementi di un sistema
in chimica, il processo opposto che unisce elementi separati
Parole correlate
Nota del Paroliere
Dissoluzione e dissolvimento (vedi) non sono intercambiabili. Dissoluzione ha una valenza più formale, astratta e istituzionale: si parla di dissoluzione dell'URSS, della dissoluzione di un matrimonio, della dissoluzione morale di una società. Dissolvimento è più concreto, più fisico, spesso usato in contesti percettivi (il dissolvimento di un suono, di un'immagine cinematografica) o materiali. La distinzione è sottile, ma reale nell'uso colto. L'esempio per antonomasia di dissoluzione morale nella cultura occidentale è Don Giovanni: il libertino di Mozart e Da Ponte che consuma ogni legame, ogni promessa, ogni limite — fino alla resa dei conti finale. Un personaggio che non si dissolve per debolezza, ma per eccesso di volontà.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.