esclusione
Il tenere fuori una persona o un gruppo da un contesto sociale, per decisione esplicita o barriere strutturali.
Definizione
Il processo, o la condizione risultante, per cui una persona o un gruppo viene tenuto fuori da un contesto sociale, economico o istituzionale — per decisione esplicita o per effetto di barriere strutturali mai messe in discussione. Può essere formale e dichiarata, oppure operare in modo silenzioso attraverso regole che, apparentemente neutre, favoriscono di fatto solo chi già appartiene al gruppo dominante.
Etimologia
Dal latino exclusio, derivato di excludere, «chiudere fuori». Contrario diretto e coevo di inclusione, con cui condivide la radice latina claudere.
Esempi d'uso
- «L'esclusione dal mercato del lavoro colpisce in modo sproporzionato chi non ha potuto studiare.»
- «Non fu un'esclusione dichiarata: semplicemente, nessuna regola era pensata per includerlo.»
- «L'esclusione sociale si misura non solo in mancanza di reddito, ma in isolamento e perdita di legami.»
Sinonimi
enfatizza il processo graduale più che l'atto puntuale
termine sociologico, spesso riferito a dinamiche strutturali e di lungo periodo
Contrari
l'antonimo diretto: l'accoglienza piena in un contesto sociale
Parole correlate
Nota del Paroliere
L'esclusione più difficile da correggere non è quella dichiarata con un divieto esplicito, ma quella che si annida in regole pensate per un solo tipo di persona senza che nessuno se ne accorga: non serve escludere attivamente, quando il sistema è già costruito per includere solo alcuni.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.