iperbole
Esagerazione retorica, per eccesso o per difetto, usata per intensità espressiva; in geometria, anche il nome di una curva conica.
Definizione
Figura retorica che amplifica la descrizione di un fatto o di un sentimento oltre i limiti della verosimiglianza, per eccesso o per difetto, con l'intento dichiarato — non ingannevole — di rendere più efficace, vivida o intensa una comunicazione. Proprio perché l'esagerazione è palese e riconoscibile come tale da chi ascolta, l'iperbole non mira a far credere il falso, ma a segnalare con enfasi l'intensità reale di un'emozione o di un giudizio: dire 'muoio di fame' non inganna nessuno sul fatto che si tratti solo di appetito. In un'accezione tecnica distinta e non retorica, iperbole è anche il nome di una curva conica in geometria analitica, luogo dei punti per cui la differenza delle distanze da due punti fissi (fuochi) è costante — un'omonimia che condivide solo l'etimologia con la figura retorica, non il significato.
Etimologia
Dal greco hyperbolḗ «eccesso, esagerazione», da hypér «oltre» e bállein «lanciare»: letteralmente «un lancio oltre il segno» — l'immagine di chi getta la parola più lontano del vero per farla arrivare con più forza.
Esempi d'uso
- «'Te l'ho detto un milione di volte' è un'iperbole così comune da essere quasi lessicalizzata: nessuno la interpreta letteralmente.»
- «'Muoio dalla voglia di vederti' esagera un'emozione reale — il desiderio — per comunicarne l'intensità, non la letteralità.»
- «Gli spot pubblicitari abusano dell'iperbole: 'il detersivo più potente del mondo' non va preso alla lettera, ma segnala un posizionamento di marketing.»
- «In geometria analitica, l'iperbole equilatera ha come asintoti gli assi cartesiani — un uso del termine completamente estraneo alla retorica.»
Sinonimi
↳ Termine generico per l'effetto; iperbole ne è il nome tecnico-retorico.
Contrari
Parole correlate
Nota del Paroliere
L'iperbole vive di un paradosso interessante: funziona solo finché resta riconoscibile come esagerazione. Se qualcuno crede davvero che tu sia morto di fame, l'iperbole ha fallito — non ha comunicato intensità, ha comunicato disinformazione. Questo la distingue nettamente dalla menzogna: l'iperbole è un patto implicito tra chi parla e chi ascolta, che sa di essere di fronte a un'amplificazione voluta e la decodifica correttamente come tale. È forse la figura retorica più usata nel linguaggio colloquiale quotidiano, dove la sobrietà letterale cede quasi sempre il passo all'enfasi affettiva.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.