leggerezza
Qualità di ciò che non grava — fisicamente o metaforicamente; valore estetico della facilità apparente.
Definizione
Qualità di ciò che ha poco peso fisico o, in senso traslato, di ciò che non grava — né sul corpo né sulla mente né sull’attenzione altrui. Nell’estetica, la leggerezza non è assenza di contenuto ma capacità di contenere molto con apparente facilità: Calvino ne fece una delle sue Lezioni americane, elevandola a valore letterario contro il peso del mondo.
Etimologia
Dal latino levitas (poi influenzato da leggero, dal germanico *lîhtaz “facile, poco pesante”), con il suffisso -ezza che indica qualità astratta. La radice latina lev- ha dato anche “levità”, “levitare”, “alleviare”.
Esempi d'uso
- «La leggerezza di certi disegni a matita non è povertà di segno: è la scelta consapevole di non appesantire ciò che già si regge da solo.»
- «Calvino intendeva la leggerezza come antidoto al peso del mondo — non fuga, ma trasformazione: guardare dall’alto senza perdere il contatto con la terra.»
- «Nel ballo, la leggerezza non è assenza di tecnica ma il suo nascondimento: chi la vede è già fuori dall’illusione.»
- «C’è una leggerezza del carattere che non è superficialità: è la capacità di non aggrapparsi, di lasciare andare senza strazio.»
Sinonimi
↳ Più astratto e aulico; implica quasi un’ascensione spirituale.
↳ Enfatizza il movimento fluido più che l’assenza di peso.
Contrari
Parole correlate
Nota del Paroliere
Calvino ha fatto di più per questo lemma di qualsiasi dizionario. La sua leggerezza non è la leggerezza dell’ignorante che non vede il peso — è quella di chi lo vede, lo solleva, e lo trasforma. C’è una differenza enorme tra non portare nulla e portare tutto con apparente facilità. La seconda richiede più forza della prima.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.