spazio
Estensione tridimensionale in cui le cose esistono; in estetica, il vuoto come elemento compositivo attivo.
Definizione
Estensione tridimensionale in cui si collocano gli oggetti e si svolgono gli eventi; in estetica e architettura, non è solo il vuoto tra le cose ma è esso stesso elemento compositivo — lo spazio negativo che dà forma al positivo, il silenzio che dà senso alla nota. In filosofia, Kant lo descriveva come forma a priori della sensibilità esterna: non un attributo delle cose ma il modo in cui le percepiamo.
Etimologia
Dal latino spatium “distanza, intervallo, estensione”, di origine incerta ma probabilmente da una radice indoeuropea *spe- “lungo, disteso”. La stessa radice di “spazioso” e “spaziare”.
Esempi d'uso
- «In architettura, lo spazio non è ciò che rimane dopo aver posizionato le pareti: è il primo elemento progettuale, e le pareti sono il modo per definirlo.»
- «La calligrafia giapponese usa il ma — lo spazio vuoto tra i segni — come elemento espressivo equivalente ai tratti: senza il vuoto, il pieno non ha respiro.»
- «Lo spazio in una conversazione — le pause, i silenzi, le non-risposte — dice spesso più delle parole che lo riempiono.»
- «Nella fisica relativistica, spazio e tempo non sono assoluti ma si contraggono e dilatano a seconda della velocità: l’intuizione kantiana si è rivelata più fragile di quanto sembrasse.»
Sinonimi
↳ L’assenza di materia nello spazio; in estetica, è lo spazio negativo inteso come valore.
↳ Il contesto fisico circostante; più concreto e meno geometrico di spazio.
Contrari
Parole correlate
Nota del Paroliere
Lo spazio è uno di quei concetti talmente vicini che difficilmente ci pensiamo fino a quando non viene compresso. Le città dense, gli appartamenti piccoli, i calendari pieni: l’assenza di spazio fisico produce l’assenza di spazio mentale, e non è una metafora — è una relazione documentata tra ambiente costruito e capacità cognitiva. Lo spazio non è il contenitore della vita: è una delle sue condizioni.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.