tacito
Non dichiarato esplicitamente, ma inteso e riconosciuto: vale per i silenzi, i comportamenti, gli accordi non scritti.
Definizione
Ciò che non viene detto ma è comunque inteso, riconosciuto o rispettato da tutti. Un accordo tacito non ha bisogno di firme: esiste nel comportamento, nella consuetudine, nel silenzio condiviso. In ambito giuridico indica il consenso o l'obbligazione che si desume dalla condotta delle parti, non da una dichiarazione espressa.
Etimologia
Dal latino tacitus, participio passato di tacere, 'stare in silenzio, non parlare'. Connesso alla stessa radice del nome del grande storico romano Tacito, celebre per la densità e l'essenzialità della sua prosa.
Esempi d'uso
- «C'era un accordo tacito tra loro: nessuno avrebbe parlato di quella sera.»
- «Il consenso tacito della direzione era chiaro a tutti, anche senza una comunicazione ufficiale.»
- «In diritto, il rinnovo tacito del contratto scatta quando nessuna delle parti comunica il recesso nei termini previsti.»
- «Quella regola non scritta era tacita ma inviolabile: lo sapevano tutti, la prima settimana.»
Sinonimi
contenuto senza essere dichiarato — più logico, meno silenzioso
non detto perché noto o ovvio
locuzione che copre sia il tacito per scelta che quello per convenzione
privo di suono o di parole — più fisico, meno semantico di 'tacito'
Contrari
dichiarato apertamente, senza ambiguità
nel linguaggio giuridico: consenso o volontà manifestata in forma diretta
Nota del Paroliere
C'è qualcosa di potente nel tacito: ciò che non ha bisogno di essere detto è spesso ciò che regge davvero i rapporti — tra persone, tra istituzioni, tra gruppi. Il diritto lo riconosce come forma valida di accordo; la vita quotidiana lo usa continuamente, senza nominarla. Forse è proprio per questo che la parola conserva una certa eleganza: non è il silenzio della reticenza, ma quello dell'intesa.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.