Il Paroliere

terrorismo

sostantivo maschilemaschile

Violenza politica che usa il terrore come messaggio: colpisce per farsi sentire, non solo per distruggere.

comunetecnicogiornalisticopoliticastoriasicurezzadiritto

Uso sistematico della violenza — o della sua minaccia — contro civili o obiettivi simbolici per diffondere paura nella popolazione e perseguire fini politici. Non è sinonimo di violenza generica: l'atto terroristico è inseparabile dalla sua comunicazione, perché il terrore collettivo che genera è lo strumento, non solo l'effetto.


Dal latino terror («spavento, terrore»), derivato di terrere («spaventare»). Il termine acquista il suo significato politico durante la Rivoluzione Francese, con il periodo noto come «la Terreur» (1793–94), passando poi nell'italiano e nell'uso internazionale.


  • «Il terrorismo degli anni di piombo in Italia segnò in modo indelebile la storia della Repubblica.»
  • «Il terrorismo non è solo un atto di violenza: è un messaggio calcolato per destabilizzare la società.»
  • «La lotta al terrorismo internazionale ha ridisegnato le politiche di sicurezza di molti stati democratici.»

violenza politicatecnico

categoria più ampia che include il terrorismo

eversionegiuridico

in diritto italiano, condotta volta a sovvertire l'ordine costituzionale


dialogo politicocomune

metodo alternativo al conflitto violento

resistenza nonviolentacomune

opposizione politica senza uso della forza


kommandoincursionesabotaggioeversioneattentatobrigate rosseanni di piombo

Terrorismo è una parola che il giornalismo e la politica usano spesso in modo impreciso, applicandola a qualsiasi atto di violenza organizzata. La distinzione essenziale è nel meccanismo comunicativo: un atto terroristico è progettato per produrre terrore diffuso — nella popolazione, non solo nelle vittime dirette. È questa componente di messaggio amplificato che distingue il terrorismo dalla violenza criminale comune o dalla guerra convenzionale. In Italia, il fenomeno degli anni Settanta e Ottanta è studiato in profondità da storici e politologi: le principali organizzazioni del periodo — Brigate Rosse (https://it.wikipedia.org/wiki/Brigate_Rosse), NAR - Nuclei Armati Rivoluzionari (https://it.wikipedia.org/wiki/Nuclei_Armati_Rivoluzionari), NAP - Nuclei Armati Proletari (https://it.wikipedia.org/wiki/Nuclei_Armati_Proletari), Partito Comunista Combattente (https://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Comunista_Combattente) — sono documentate nelle rispettive voci Wikipedia. Per analisi geopolitica e prospettiva internazionale, l'ISPI offre ricerche e report aggiornati: https://www.ispionline.it.


Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.

Voce creata: 2026-06-12T00:00:00.000ZUltimo aggiornamento: 2026-06-13T08:53:13.621Z← Tutte le voci