tesi
Affermazione argomentata; in dialettica, il primo momento del trittico tesi-antitesi-sintesi; in accademia, l'elaborato finale.
Definizione
In dialettica, il primo momento del movimento logico hegeliano: l'affermazione originaria che la contraddizione (antitesi) mette in crisi per poi risolversi in una sintesi superiore. In ambito accademico indica l'elaborato di ricerca con cui uno studente dimostra la capacità di sviluppare un argomento autonomo e documentato. Nell'uso comune vale semplicemente per una posizione sostenuta con argomenti.
Etimologia
Dal greco thésis — posizione, ciò che viene posto — derivato di tithénai, porre, collocare. Il termine entra nel lessico filosofico latino e poi nelle lingue romanze attraverso la logica scolastica medievale.
Sinonimi
nel lessico logico-filosofico formale
più neutro, senza implicazione dialettica
enfatizza l'aspetto di scelta e schieramento
Contrari
la negazione determinata della tesi
l'atto di dimostrare la falsità della tesi
Parole correlate
Nota del Paroliere
La tesi di laurea è diventata negli anni un rito di passaggio culturale oltre che accademico: cinque anni di studio compresso in duecento pagine, discusse davanti a una commissione in un momento che in Italia è ancora cerimonia familiare. Difendere una tesi vuol dire anche imparare a stare su una posizione sotto pressione — forse l'abilità più sottovalutata dell'intero percorso.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.