devianza
Distanza da una norma; in sociologia, comportamento che viola le norme sociali condivise; in statistica, misura della dispersione dei valori rispetto alla media; in psichiatria, pattern comportamentale significativamente discosto dalle aspettative culturali.
Definizione
La distanza da una norma — sia essa statistica, sociale, psicologica o giuridica. Il termine opera su piani distinti che vale la pena tenere separati. In senso statistico-matematico, la devianza (o deviazione) è la misura di quanto i valori di un insieme si discostano da un valore di riferimento, solitamente la media. La deviazione standard indica quanto, in media, i singoli valori si allontanano dalla media del gruppo: una deviazione standard bassa significa che i valori sono concentrati vicino alla media; una alta significa che sono dispersi. In questo senso, la devianza è un concetto puramente descrittivo e privo di giudizio morale. In senso sociologico, la devianza indica il comportamento che si discosta dalle norme sociali condivise da un gruppo o da una società. Il sociologo americano Robert K. Merton (1910–2003) ne ha offerto la teorizzazione più influente: la devianza non è una caratteristica dell'atto in sé, ma una costruzione sociale — un atto è deviante perché una società lo definisce tale, non perché sia intrinsecamente sbagliato. In senso psichiatrico e clinico, il termine descrive comportamenti che si discostano in modo significativo dalle aspettative culturali, causando disagio al soggetto o agli altri. Il DSM usa il concetto in relazione ai disturbi della personalità: il comportamento deviante deve essere pervasivo, stabile e fonte di sofferenza per costituire un pattern clinicamente rilevante.
Etimologia
Dal latino deviare («uscire dalla via»), composto di de- («fuori da») + via («strada»): letteralmente «uscire dalla strada». Lo stesso campo di deviazione, deviato, deviare.
Esempi d'uso
- «La devianza standard di quella distribuzione era molto alta: i valori erano dispersi in modo ampio attorno alla media.»
- «Merton sosteneva che la devianza criminale nelle società capitalistiche fosse spesso una risposta razionale all'impossibilità di raggiungere gli obiettivi culturali con i mezzi legittimi disponibili.»
- «Ciò che una società considera devianza cambia nel tempo: l'omosessualità era classificata come devianza psichiatrica fino al 1973 nel DSM americano — poi è stata rimossa, non perché le persone fossero cambiate, ma perché la norma era cambiata.»
Sinonimi
in senso statistico e generale
in senso statistico
in senso sociologico
Contrari
aderenza alla norma
stato di non-devianza
Parole correlate
Nota del Paroliere
L'esempio dell'omosessualità rimossa dal DSM nel 1973 è forse il più eloquente di tutti per capire cosa significa che la devianza è una costruzione sociale: non cambiò nulla nelle persone omosessuali, cambiò la norma che le classificava. Questo non significa che tutte le norme siano equivalenti o che la devianza non esista — significa che ogni volta che si usa il termine bisogna chiedersi: devianza rispetto a quale norma? Definita da chi? Per servire quali interessi?
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.