diafano
Che lascia passare la luce senza essere del tutto trasparente; quasi trasparente, traslucido.
Definizione
Che lascia passare la luce senza essere completamente trasparente — come certi vetri smerigliati, la pergamena, la porcellana sottile, o la pelle di chi ha un incarnato particolarmente chiaro. In senso traslato, è detto di ciò che ha una qualità di quasi-trasparenza: si intuisce qualcosa al di là senza vederlo completamente.
Etimologia
Dal greco diaphanés “trasparente”, da diaphainein “brillare attraverso”, composto da diá “attraverso” e phainein “mostrare, brillare”. Stessa radice di “fenomeno” e “fantasia”.
Esempi d'uso
- «Le ali di certe libellule sono diafane: non trasparenti come il vetro, ma attraversate da una luce diffusa che le rende quasi incorporee.»
- «Il suo incarnato diafano faceva sì che ogni emozione si leggesse immediatamente sul viso — la pelle come schermo sottile su cui proiettare stati d’animo.»
- «La porcellana di Meissen raggiunge una diafanità tale da poter essere retroilluminata: la luce attraversa il materiale come non farebbe con nessun altro solido.»
- «In certi mattini d’inverno il cielo è diafano: non azzurro, non grigio, ma una trasparenza bianca che non ha nome preciso.»
Sinonimi
↳ Sinonimo tecnico diretto: lascia passare la luce diffusa, non le immagini nitide.
↳ Più forte: lascia vedere chiaramente attraverso; diafano ha una qualità più velata.
Contrari
Parole correlate
Nota del Paroliere
Diafano è una di quelle parole che cambiano ciò che descrivono: dire che qualcosa è diafano aggiunge una qualità luminosa che “traslucido” — il sinonimo tecnico — non ha. C’è una radice greca che parla di qualcosa che si mostra attraverso, e questo “attraverso” è tutto: non è il vetro che si vede, è la luce che lo attraversa.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.