Il Paroliere

irascibile

aggettivo (anche sostantivo: un irascibile)

Chi si adira con facilità e rapidità; persona con bassa soglia alla frustrazione e reattività emotiva elevata.

comunecon sfumatura valutativa; leggermente formale rispetto ai sinonimi colloquialipsicologiasocietàlinguisticacaratterologia

Detto di persona che si adira facilmente, che ha una soglia di tolleranza alla frustrazione bassa e tende a rispondere con ira o irritazione a stimoli che altri gestirebbero con maggiore controllo. L'irascibilità non è necessariamente esplosiva o violenta: può manifestarsi come un'irritabilità cronica, una facilità a offendersi, una reattività sproporzionata rispetto alle situazioni. A differenza di chi è bilioso — che porta dentro di sé un risentimento più stagnante e cronico — l'irascibile reagisce in tempo reale, con scatti immediati che possono anche passare rapidamente. Nella psicologia del carattere classica, l'irascibilità è associata al temperamento collerico (dalla teoria degli umori di Galeno: la bile gialla, cholé, produceva rapidità di reazione, energia e tendenza all'ira). Il collerico è energico, deciso, reattivo — qualità che nelle situazioni giuste diventano leadership; nelle situazioni sbagliate, diventano irascibilità. Nota tomista: San Tommaso d'Aquino distingueva nell'anima due appetiti sensitivi: il concupiscibile (che tende al piacere, fugge il dolore) e l'irascibile (che affronta gli ostacoli, combatte le difficoltà). In questo senso tecnico, irascibile non è negativo: è la facoltà che permette di opporsi, di non cedere, di reagire. L'irascibilità diventa difetto solo quando questa facoltà è mal regolata dalla ragione.


Dal latino irascibilis, da irasci («adirarsi»), da ira («ira, collera»). La stessa radice di irato, iroso, ira. Il termine è attestato in italiano già nel latino scolastico medievale, soprattutto nella distinzione tra appetito irascibile e appetito concupiscibile della filosofia tomista.


  • «Era un uomo gentile, ma irascibile: bastava un'attesa di cinque minuti per vederlo trasformarsi.»
  • «Il direttore irascibile terrorizzava i colleghi non perché fosse crudele, ma perché nessuno sapeva mai cosa avrebbe scatenato la prossima reazione.»
  • «Con l'età era diventato più irascibile: le piccole seccature che prima ignorava ora lo mettevano fuori dai gangheri.»

collericotecnico

il temperamento umorale equivalente

iracondoletterario

più letterario e intenso

biliosocomune

più cronico e stagnante

fuminocolloquiale toscano

variante bonaria e regionale

incazzosocolloquiale volgare

corrispettivo nel registro basso


pazientecomune

chi tollera con calma

flemmaticocomune

di temperamento lento e controllato

imperturbabilecomune

chi non si scompone


biliosofuminoincazzosoincazzatelloiracolleratemperamentocaratterebileumorepsicologia del carattereGalenoTommaso d'Aquinoappetito irascibile

Irascibile è una parola che porta con sé tutta la storia della filosofia del carattere — da Galeno a Tommaso — e che nella lingua quotidiana viene usata con una precisione inconsapevole: quando diciamo che qualcuno è irascibile, stiamo usando un termine tecnico che descrive esattamente una configurazione caratteriale specifica, non solo generica cattiveria. Vale la pena distinguerlo da bilioso, che è più cupo e risentito; da fumino, che è più bonario e dimenticato in fretta; e da incazzoso, che è il registro colloquiale dello stesso concetto. Irascibile è la versione adulta, formale, quasi clinica di tutta questa famiglia di parole.


Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.

Voce creata: 2026-06-06T00:00:00.000ZUltimo aggiornamento: 2026-06-07T08:56:48.412Z← Tutte le voci