onore
Stima di sé basata su un codice di valori condiviso, che richiede il riconoscimento della comunità per esistere come fatto sociale.
Definizione
Stima di sé fondata sulla coerenza con un codice di valori — personali, familiari o sociali — e riconoscimento esterno di questa coerenza da parte della comunità di appartenenza. L’onore è profondamente relazionale: esiste nella misura in cui è riconosciuto dagli altri, il che lo distingue dall’integrità, che può essere mantenuta anche nell’invisibilità. I codici d’onore variano enormemente tra culture ed epoche: ciò che in una comunità «macchia» l’onore, in un’altra può essere indifferente o addirittura valorizzato.
Etimologia
Dal latino honor, honoris «stima, rispetto, carica pubblica», di origine incerta. Collegato a onus «peso, carica»: l’onore come peso che si porta, responsabilità pubblica. La radice ha prodotto «honorario», «disonore», «honorifico».
Esempi d'uso
- «Nelle società mediterranee tradizionali, l’onore era patrimonio collettivo della famiglia: il gesto di uno ricadeva su tutti, nel bene e nel male.»
- «Il duello come istituzione nacque per “riparare” l’onore offeso: un sistema brutale fondato sulla logica che la violenza potesse ripristinare una stima perduta.»
- «Nella cultura camorristica, il codice d’onore interno è rigidissimo — verso gli affiliati. La sua applicazione selettiva è la prova che non era mai stato un principio universale.»
- «Rinunciare a un vantaggio per non tradire una promessa data: questo è onore nella vita quotidiana, senza codici e senza testimoni.»
Sinonimi
↳ Più interiore e universale: la dignità non dipende dal riconoscimento altrui come l’onore.
↳ L’aspetto esterno dell’onore: ciò che gli altri pensano e dicono di noi.
Contrari
Parole correlate
Nota del Paroliere
L’onore è una delle parole morali più cariche di storia — e di pericoli. I codici d’onore hanno giustificato vendette, delitti, guerre, oppressioni. Eppure c’è qualcosa nell’idea di onore che sopravvive alla sua storia violenta: la convinzione che alcune cose non si facciano, non perché proibite dalla legge, ma perché incompatibili con chi si vuole essere. In questo senso, l’onore inteso come coerenza con sé stessi — non come dipendenza dallo sguardo altrui — è forse la sua versione più utile e meno pericolosa.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.