prostrato
Sfinito o abbattuto fino a sentirsi senza forze, fisiche o morali; anche piegato o in ginocchio.
Definizione
Ridotto da fatica, dolore o sconforto a una condizione di estrema debolezza fisica o morale. Può descrivere chi è piegato o in ginocchio in senso letterale, oppure chi non trova più energie per reagire. È più intenso di «stanco»: suggerisce una perdita momentanea di forza, slancio o dignità di fronte a ciò che grava.
Etimologia
Participio passato di «prostrare», dal latino prosternere: «abbattere, stendere a terra». L’origine conserva entrambe le immagini ancora vive nella parola: il corpo piegato e l’animo vinto dalla fatica o dal dolore.
Esempi d'uso
- «Dopo una notte senza sonno arrivò alla riunione prostrato, ma volle comunque ascoltare tutti.»
- «La lunga siccità aveva lasciato il paese prostrato e prudente davanti a ogni previsione ottimistica.»
- «Non era rassegnato: era prostrato, e gli serviva tempo prima ancora che una soluzione.»
Sinonimi
↳ Evidenzia soprattutto l’esaurimento fisico; «prostrato» può essere altrettanto morale o simbolico.
↳ Più frequente per un colpo emotivo; non implica sempre lo stesso grado di spossatezza.
↳ Indica una ferita alla dignità; può essere una causa della prostrazione, non il suo equivalente.
Contrari
Parole correlate
Nota del Paroliere
«Prostrato» non è una diagnosi e non è sinonimo automatico di → rassegnazione. Nomina anzitutto il punto in cui le energie non bastano più; riconoscerlo evita di scambiare per indifferenza una fatica che ha già consumato la risposta.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.