accettazione
Riconoscimento consapevole di una realtà, di una proposta o di una persona, senza che implichi resa.
Definizione
Disponibilità a ricevere, riconoscere o assumere qualcosa: una proposta, una condizione, una persona, un fatto. In senso psicologico indica il fare spazio a una realtà che non si può o non si vuole più negare, senza che questo comporti approvazione, passività o rinuncia a intervenire dove si può.
Etimologia
Dal latino tardo acceptatio, derivato di acceptare, forma intensiva di accipere, «ricevere». L'origine richiama il gesto del prendere con sé, poi esteso al consenso e al riconoscimento di un fatto.
Esempi d'uso
- «L'accettazione dell'incarico è arrivata con una mail breve, ma preparata per giorni.»
- «Per lei l'accettazione della diagnosi non ha significato arrendersi: ha reso più chiari i passi da fare.»
- «In quella casa l'accettazione delle differenze non era uno slogan, ma il modo normale di stare a tavola insieme.»
Sinonimi
↳ Riguarda soprattutto l'assenso espresso a una scelta, a una proposta o a un atto.
↳ Sottolinea il vedere e ammettere il valore o la realtà di qualcuno o qualcosa.
↳ È più circoscritto all'accordo manifestato e meno adatto al lavoro interiore dell'accettazione.
Contrari
Parole correlate
Nota del Paroliere
Dopo → frustrazione e talvolta dopo → rassegnazione, l'→ accettazione può segnare un passaggio diverso: non il cedimento, ma una presa d'atto da cui ripartire. Nelle → relazioni, accettare una persona non significa sottrarla al confronto; significa non far dipendere la sua dignità dalla sua conformità alle nostre attese.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.