rassegnazione
Rinuncia a contrastare ciò che si ritiene inevitabile, spesso con una calma amara.
Definizione
Atteggiamento di chi smette di opporsi a una situazione percepita come inevitabile, rinunciando in tutto o in parte a modificarla. Può portare una calma amara e una riduzione del conflitto, ma anche spegnere l'iniziativa quando il limite accettato non è davvero insuperabile.
Etimologia
Derivato di rassegnare, dal latino resignare, formato da re- e signare, «segnare». Il passaggio semantico conduce dall'atto di consegnare o rinunciare a quello di deporre la resistenza.
Esempi d'uso
- «Con rassegnazione ha richiuso la valigia: il treno era cancellato e non c'erano alternative per quella sera.»
- «La sua rassegnazione non era serenità; era la stanchezza di aver spiegato troppe volte la stessa cosa.»
- «In ufficio nessuno protestava più, e quella rassegnazione collettiva era più eloquente delle lamentele di prima.»
Sinonimi
↳ Indica l'abbandono di un fine o di un bene, senza implicare sempre una disposizione emotiva durevole.
↳ Può suggerire l'atto di cedere a una volontà o a un giudizio altrui; oggi è meno comune nel parlato.
↳ Attribuisce gli eventi a un destino immodificabile ed è più ideologico o generalizzato della rassegnazione.
Contrari
Parole correlate
Nota del Paroliere
Nella sequenza che va da → frustrazione a → rassegnazione, il problema non è più soltanto l'ostacolo: è la rinuncia a immaginare una via d'uscita. Per questo non coincide con → accettazione, che può essere lucida e attiva; la rassegnazione tende piuttosto a ritirare energia dal possibile.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.