Il Paroliere

rassegnazione

sostantivofemminile

Rinuncia a contrastare ciò che si ritiene inevitabile, spesso con una calma amara.

comunepsicologicopsicologiarelazionivita quotidiana

Atteggiamento di chi smette di opporsi a una situazione percepita come inevitabile, rinunciando in tutto o in parte a modificarla. Può portare una calma amara e una riduzione del conflitto, ma anche spegnere l'iniziativa quando il limite accettato non è davvero insuperabile.


Derivato di rassegnare, dal latino resignare, formato da re- e signare, «segnare». Il passaggio semantico conduce dall'atto di consegnare o rinunciare a quello di deporre la resistenza.


  • «Con rassegnazione ha richiuso la valigia: il treno era cancellato e non c'erano alternative per quella sera.»
  • «La sua rassegnazione non era serenità; era la stanchezza di aver spiegato troppe volte la stessa cosa.»
  • «In ufficio nessuno protestava più, e quella rassegnazione collettiva era più eloquente delle lamentele di prima.»

rinunciacomune

Indica l'abbandono di un fine o di un bene, senza implicare sempre una disposizione emotiva durevole.

remissioneformale

Può suggerire l'atto di cedere a una volontà o a un giudizio altrui; oggi è meno comune nel parlato.

fatalismocomune

Attribuisce gli eventi a un destino immodificabile ed è più ideologico o generalizzato della rassegnazione.


determinazionecomune


Nella sequenza che va da → frustrazione a → rassegnazione, il problema non è più soltanto l'ostacolo: è la rinuncia a immaginare una via d'uscita. Per questo non coincide con → accettazione, che può essere lucida e attiva; la rassegnazione tende piuttosto a ritirare energia dal possibile.


Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.

Voce creata: 2026-08-24T00:00:00.000ZUltimo aggiornamento: 2026-08-24T00:00:00.000Z← Tutte le voci