alienazione
Il diventare estranei a se stessi, ai propri prodotti o alla propria umanità; in Marx, la condizione del lavoratore separato dal frutto del suo lavoro; in diritto, trasferimento di proprietà.
Definizione
In senso filosofico e sociologico — nella tradizione che da Hegel arriva a Marx e alla Scuola di Francoforte — l'alienazione è il processo per cui un soggetto diventa estraneo a se stesso, ai propri prodotti, alle proprie relazioni o alla propria umanità essenziale. Marx descrive l'alienazione del lavoro come la condizione del lavoratore che, producendo oggetti per il mercato, non si riconosce in essi — il lavoro cessa di essere espressione di sé e diventa strumento di sopravvivenza, separando il lavoratore dalla propria attività, dal suo prodotto, dagli altri uomini e dalla sua specie. In psicologia e nel linguaggio comune, alienazione indica uno stato di distacco, estraneità o disconnessione dalla realtà, da se stessi o dal contesto sociale; la sensazione di non appartenersi, di essere spettatori della propria vita più che protagonisti. In diritto, alienazione ha un significato tecnico preciso e distinto: il trasferimento della proprietà di un bene da un soggetto a un altro attraverso compravendita, donazione o altro atto giuridico.
Etimologia
Dal latino alienatio, -onis, da alienare («rendere altrui, trasferire, rendere estraneo»), da alienus («altrui, estraneo»), da alius («altro»). Lo stesso campo etimologico di alieno, inalienabile, alienista (vecchio termine per psichiatra).
Esempi d'uso
- «Marx descriveva l'alienazione come la condizione fondamentale del lavoro capitalistico: il lavoratore produce ricchezza che non gli appartiene.»
- «Sentiva una profonda alienazione dalla città in cui viveva: tutto le sembrava estraneo, costruito per qualcun altro.»
- «L'alienazione del bene immobile deve essere fatta per atto pubblico davanti a un notaio: così dice il codice civile.»
- «I social media possono produrre una forma di alienazione paradossale: più condividi, meno sei presente a te stesso.»
Sinonimi
il diventare estranei a se stessi
separazione emotiva o identitaria
perdita del senso di appartenenza
trasferimento di proprietà
Contrari
sentirsi parte di qualcosa
riconoscersi in ciò che si fa o si è
essere fedeli a se stessi
polo opposto: chi anela è ancora connesso al proprio ideale
Parole correlate
Nota del Paroliere
Alienazione è una delle grandi parole della modernità. Hegel la usa per descrivere il processo attraverso cui lo Spirito si fa altro da sé per poi riconoscersi; Marx la trasforma in strumento di critica sociale concreta. Oggi il termine è entrato nel lessico psicologico quotidiano — «mi sento alienato» — spesso senza la consapevolezza del peso filosofico che porta. Non è necessariamente un problema: le parole vivono anche quando il loro contesto originale è dimenticato. Ma recuperare la genealogia del termine aiuta a capire perché alienazione dica qualcosa di più preciso e più grave di «mi sento a disagio»: dice che qualcosa dell'umano si è separato da se stesso.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.