Il Paroliere

Cheers

locuzione (prestito dall'inglese)

Brindisi anglofono da «cheer», gioia; in inglese vale anche come ringraziamento o saluto; in italiano, formula cosmopolita o ironica.

colloquialecomuneinglesegalateoconvivialitàcultura

Brindisi di origine anglofona, letteralmente «gioie» o «evviva», da «cheer» — esultanza, gioia, incoraggiamento. In inglese ha una vita molto più ampia del solo brindisi: si usa come ringraziamento informale, come saluto di commiato, come risposta a un gesto gentile. In italiano viene usato come formula conviviale per evocare un'atmosfera cosmopolita o con intonazione leggermente ironica.


Dall'inglese cheer (gioia, esultanza, incoraggiamento), a sua volta dall'antico francese chiere (viso, espressione), dal latino cara (viso). «Cheers» è letteralmente «gioie, evviva» — forma plurale usata come esclamazione.


  • ««Cheers!» disse, alzando il bicchiere con il sorriso di chi si sente un po' londinese.»
  • «Ti mando la mail — «Cheers» — come risposta, tipicamente britannico.»
  • «In certi bar del centro storico «cheers» ha quasi sostituito «salute» tra i trentenni.»

salutecomune

equivalente italiano del brindisi

equivalente russo, con connotazione esotica simile

skålcomune

equivalente scandinavo



Il dettaglio più sorprendente di «cheers» per un italiano è il suo uso extraconviviale in inglese — specialmente nell'inglese britannico. «Cheers» può significare «grazie», «prego», «ciao» e persino «capito» in contesti informali. Una parola che in italiano serve solo per brindare, in inglese fa cinque lavori diversi. Questo tipo di polisemia contestuale è uno degli aspetti più interessanti da documentare lessicograficamente.


Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.

Voce creata: 2026-06-12T00:00:00.000ZUltimo aggiornamento: 2026-06-13T08:53:05.285Z← Tutte le voci