Il Paroliere

ipocrisia

sostantivofemminile

Ostentazione di valori o virtù che non si possiede o non si pratica; si distingue dalla debolezza umana perché implica la consapevolezza dello scarto tra il mostrato e il vissuto.

comuneformalereligiosoeticapsicologiareligionepolitica

Atteggiamento di chi ostenta pubblicamente valori, principi o virtù che non possiede o non pratica nella vita privata — con consapevolezza dello scarto tra ciò che si mostra e ciò che si è. L’ipocrita non è chi fallisce nell’applicare i propri principi: questo è debolezza umana. L’ipocrita è chi enuncia principi che sa di non voler applicare, usando la loro enunciazione come vantaggio sociale o come copertura. È strutturalmente diversa dalla falsità: l’ipocrita non nega di avere valori, li performa.


Dal greco hypokrisis «interpretazione teatrale, finzione», da hypokrínomai «rispondere, recitare», composto da hypo «sotto» e krínomai «giudicare, rispondere». L’ipocrita è letteralmente l’attore — chi risponde «da sotto», dalla maschera.


  • «L’ipocrita non mente: performa. La differenza è importante perché smascherarlo richiede non solo mostrare che ha torto, ma mostrare che lo sa.»
  • «La morale pubblica nelle società puritane produce ipocrisia sistematica: quando lo standard è irraggiungibile, la scelta è tra confessarlo pubblicamente o fingere di rispettarlo.»
  • «In politica, accusare l’avversario di ipocrisia è la mossa retorica più comune — e la meno efficace, perché entrambi i lati hanno sempre materiale per reciproca accusa.»
  • «L’ipocrisia dei buoni sentimenti: condividere post sull’ambiente mentre si viaggia in business class non è consapevolezza ecologica, è gestione dell’immagine.»

doppiezzacomune

Più comportamentale: dire una cosa e farne un’altra. L’ipocrisia è più teatrale e pubblica.

falsitàcomune

Più ampio: include anche la menzogna diretta; l’ipocrisia è specifica all’area dei valori.


autenticitàcomune-psicologico
sinceritàcomune


L’ipocrisia è il vizio che la letteratura ha trovato più interessante — da Tartufo a Uriah Heep — forse perché è il più teatrale. L’ipocrita è sempre un attore che recita per un pubblico, e il problema non è solo morale: è estetico. C’è qualcosa di offensivo nell’ipocrisia ben riuscita, qualcosa che va oltre il danno pratico. Forse perché ci ricorda che la virtù può essere mimata così bene da risultare indistinguibile dall’originale — il che mette in discussione l’originale stesso.


Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.

Voce creata: 2026-06-13T00:00:00.000ZUltimo aggiornamento: 2026-06-13T08:53:18.569Z← Tutte le voci