nostalgia
Dolorosa mancanza per un luogo, un tempo o una condizione passata, percepiti come irrecuperabili e spesso idealizzati.
Definizione
Sentimento di dolorosa mancanza rivolto a un luogo, un tempo o una condizione passata percepiti come irrecuperabili, spesso accompagnato dall'idealizzazione di ciò che si rimpiange. Non coincide semplicemente con il ricordo: la nostalgia aggiunge al ricordo una componente affettiva di struggimento, la consapevolezza che quel tempo o quel luogo non sono più raggiungibili se non con l'immaginazione. Può rivolgersi a un luogo fisico (la propria terra d'origine, la nostalgia in senso originario), a un periodo storico mai vissuto direttamente (la nostalgia per un'epoca idealizzata), o alla propria infanzia — in questo caso rivolta non a un luogo ma a una condizione interiore irripetibile.
Etimologia
Coniato in latino moderno nel 1688 dal medico svizzero Johannes Hofer nella sua dissertazione universitaria a Basilea, componendo il greco nóstos («ritorno, viaggio di ritorno», la stessa radice del nóstos di Ulisse nell'Odissea) e álgos («dolore, sofferenza»). Hofer intendeva descrivere clinicamente il 'mal di casa' patologico osservato nei mercenari svizzeri lontani dalla loro terra — una vera e propria diagnosi medica, non ancora la nozione più ampia e sfumata che il termine ha oggi. Solo nell'Ottocento il significato si allarga dal rimpianto per un luogo al rimpianto per un tempo, uso oggi predominante.
Esempi d'uso
- «La nostalgia per l'infanzia non è mai nostalgia per fatti precisi, ma per una qualità di attenzione al mondo che da adulti si fatica a ritrovare.»
- «Tornò nella città dove era cresciuto aspettandosi la nostalgia, e provò invece un vago disagio: il luogo reale non coincideva più con quello custodito nella memoria.»
- «C'è una nostalgia più insidiosa di quella per un luogo: la nostalgia per un futuro che si era immaginato e che poi, semplicemente, non è arrivato.»
- «A differenza della → reminiscenza, che è un atto cognitivo neutro di recupero del ricordo, la nostalgia porta sempre con sé un giudizio affettivo — la sensazione che quel passato fosse, in qualche misura, migliore.»
Sinonimi
più centrato sul dispiacere per una scelta o un'occasione perduta che sul semplice trascorrere del tempo
stato d'animo più generale e diffuso, non necessariamente rivolto a un oggetto specifico del passato
intensità emotiva più marcata, quasi fisica, della nostalgia
Contrari
vivere il presente senza il peso comparativo di un passato rimpianto
Parole correlate
Nota del Paroliere
Vale la pena ricordare che la nostalgia nasce come diagnosi medica, non come categoria letteraria: Johannes Hofer la descriveva con gli stessi strumenti clinici con cui si sarebbe descritta una febbre, sintomi compresi (inappetenza, insonnia, palpitazioni). Che un'emozione così universale sia stata per secoli trattata come patologia curabile — si prescrivevano perfino sanguisughe — dice qualcosa sul modo in cui ogni epoca medicalizza o normalizza le proprie sofferenze affettive a seconda degli strumenti concettuali disponibili. Oggi la nostalgia ha perso quasi del tutto la connotazione patologica ed è anzi studiata dalla psicologia contemporanea anche come risorsa: rievocare ricordi positivi, pure malinconici, aiuta a costruire senso di continuità e identità personale nei momenti di transizione. Resta comunque un lemma da maneggiare con cura editoriale: la nostalgia idealizza per definizione, e la sua → sedimentazione nella memoria collettiva è spesso il meccanismo dietro il mito del 'si stava meglio quando si stava peggio'.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.