ricaduta
Ricomparsa di una malattia, dipendenza o disturbo dopo un periodo di miglioramento o remissione.
Definizione
Ricomparsa di una condizione patologica — malattia, dipendenza, disturbo psicologico — dopo un periodo di miglioramento, remissione o astinenza. In psicologia delle dipendenze, la ricaduta è fenomeno atteso nel percorso di recupero e non necessariamente un fallimento terapeutico, ma un segnale da gestire clinicamente. Per estensione colloquiale: ritorno a un comportamento negativo che si credeva superato.
Etimologia
Derivato verbale di *ricadere* (cadere di nuovo), composto di *ri-* (iterativo) e *cadere*, dal latino *cadere*. Il sostantivo deverbalein *ricaduta* si afferma nel lessico medico italiano tra XIX e XX secolo.
Esempi d'uso
- «Dopo sei mesi di astinenza, la ricaduta nell'alcol l'ha riportata al punto di partenza del percorso terapeutico.»
- «Il medico ha spiegato che una ricaduta non annulla i progressi fatti, ma richiede una revisione del piano di cura.»
- «Con 'ricaduta' si indica anche, in senso figurato, il ritorno a vecchie abitudini superate con fatica.»
Sinonimi
termine più preciso in ambito clinico e giuridico
in psicologia: ritorno a modalità precedenti
Contrari
attenuazione o scomparsa dei sintomi
cessazione definitiva della condizione patologica
ritorno a uno stato di benessere
Parole correlate
Nota del Paroliere
Ricaduta è più colloquiale e meno tecnica di recidiva, che in medicina indica una ricomparsa della stessa malattia, e di relapso (anglismo clinico in uso in oncologia). Nel campo delle dipendenze, il modello di Marlatt e Gordon (1985) ha ridefinito la ricaduta non come fallimento morale ma come fase del processo di cambiamento, influenzando l'approccio terapeutico contemporaneo.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.