Il Paroliere

bramare

verbo transitivo

Desiderare con urgenza viscerale, spesso con una sfumatura di possesso, avidità o sensualità.

letterariointensopsicologialetteraturarelazioni

Desiderare qualcosa o qualcuno con impeto, come se il possesso o l'appagamento avesse un'urgenza fisica. Il verbo porta spesso una nota di avidità, sensualità o appropriazione, senza implicare necessariamente un progetto futuro. Rispetto a → desiderio alza l'intensità; rispetto ad agognare riduce il peso della distanza dolorosa.


Voce di probabile origine germanica, collegata a una radice espressiva del grido o del muggito; il passaggio semantico va dalla richiesta a gran voce al desiderio impetuoso.


  • «Bramava quel posto da anni e la notizia della selezione gli tolse il sonno.»
  • «Nel romanzo il protagonista brama il potere più di quanto sappia governarlo.»
  • «Non bramava oggetti costosi: voleva soltanto una stanza tutta per sé.»

desiderarecomune

verbo neutro per intensità e corporeità, adatto anche a desideri lievi.

agognareletterario

desidera dalla lontananza e con pena; bramare è più vicino all'impulso e al possesso.

vagheggiareletterario

è contemplativo e immaginativo, quasi l'opposto dell'urgenza di bramare.

aspirarecomune

indirizza un progetto verso una meta, senza la stessa pressione corporea.


disdegnareformale

rifiutare o tenere a distanza ciò che potrebbe attirare.

accontentarsicomune

rinunciare alla ricerca accanita di qualcosa di più.



Bramare non è soltanto desiderare molto: fa sentire la pressione del desiderio sul corpo e sul linguaggio. Per questo può risultare preciso in una scena di appetito, ambizione o gelosia, ma eccessivo per la semplice → aspirazione a un lavoro.


Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.

Voce creata: 2026-08-24T00:00:00.000ZUltimo aggiornamento: 2026-08-24T00:00:00.000Z← Tutte le voci