vagheggiare
Immaginare con desiderio e compiacimento qualcosa di bello, senza trasformarlo necessariamente in un progetto d'azione.
Definizione
Rappresentarsi con compiacimento una persona, una condizione o un futuro desiderabile, trattenendolo soprattutto nell'immaginazione. Può significare anche contemplare con ammirazione. Nel valore desiderativo è un verbo sognante e poco operativo: diversamente da → aspirazione non costruisce una meta, e a differenza di agognare non fa della distanza una sofferenza.
Etimologia
Derivato di vago nel suo valore antico di «bello, attraente», con il suffisso verbale -eggiare. L'origine chiarisce il legame tra l'ammirare e il desiderare per immagini.
Esempi d'uso
- «Vagheggiava una casa silenziosa in collina, ma non cercò mai un annuncio.»
- «Da ragazza vagheggiava città lontane guardando le fotografie nelle riviste usate.»
- «Il poeta vagheggia un incontro che forse non è mai avvenuto, e proprio per questo resta perfetto.»
Sinonimi
più usuale e ampio; può riferirsi anche al sonno o a un progetto concreto.
termine neutro, privo della contemplazione estetica e della passività di vagheggiare.
vive la meta lontana come pena, mentre vagheggiare la conserva in una visione gradevole.
esprime urgenza e impulso possessivo, opposti al tono assorto di vagheggiare.
comporta un orientamento verso il futuro e un possibile piano di azione.
Contrari
abbandonare un'immagine desiderata quando non appare più credibile.
portare nel piano dell'azione ciò che era rimasto una fantasia.
Parole correlate
Nota del Paroliere
Vagheggiare è il verbo di un desiderio che preferisce restare figura: non per forza debole, ma sottratto alla verifica dei fatti. Accanto a → speranza conserva più immaginazione che fiducia nell'esito; accanto a → aspirazione mostra invece la sua quieta passività.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.