integerrimo
Di rettitudine morale assoluta e incorruttibile; superlativo di integro, riservato a chi non ha mai ceduto a compromessi etici.
Definizione
Superlativo assoluto di integro: di persona di rettitudine morale assoluta, incorruttibile, immune da qualsiasi compromesso con l'onestà. Integerrimo non ammette sfumature: chi è integerrimo lo è completamente, in ogni circostanza, anche quando sarebbe comodo non esserlo. È una delle parole etiche più forti della lingua italiana, riservata a chi ha dato prova concreta di incorruttibilità non solo in assenza di tentazioni, ma nonostante esse. Il termine ha un'alta concentrazione nell'italiano giuridico e istituzionale — «magistrato integerrimo», «funzionario integerrimo» — dove descrive figure che hanno mantenuto la propria integrità in contesti esposti alla corruzione o alla pressione del potere.
Etimologia
Dal latino integerrimus, superlativo di integer («intatto, integro, non toccato»), composto di in- (negazione) + il participio di tangere («toccare»): letteralmente «che non è stato toccato» — da nessuna forma di corruzione o compromesso. Lo stesso campo etimologico di intatto, integrità, intero.
Esempi d'uso
- «Il giudice era noto come un magistrato integerrimo: aveva resistito a pressioni politiche che avrebbero piegato chiunque altro.»
- «Integerrimo è una parola che si usa raramente perché raramente si incontra chi la merita davvero.»
- «La sua reputazione di funzionario integerrimo gli aveva attirato ammirazione e inimicizie in egual misura.»
Sinonimi
forma base, meno assoluta
chi non cede alla corruzione
con sfumatura esterna, osservabile
di virtù morale solida
di condotta dritta e corretta
Contrari
ceduto a pratiche illecite
guidato dal tornaconto economico
che ha ceduto a pressioni esterne
privo di rettitudine
Parole correlate
Nota del Paroliere
Integerrimo è uno di quei superlativi assoluti che la lingua usa con parsimonia saggia. Il superlativo in -errimo (da integer → integerrimus) è uno dei pochi rimasti attivi nell'italiano colto: acerrimo, celeberrimo, miserrimo, integerrimo. Usarlo significa già fare una scelta stilistica precisa — uscire dal lessico quotidiano per entrare in un registro più antico e solenne. Chi scrive «magistrato integerrimo» non sta solo lodando quella persona: sta scegliendo di farlo con una parola che porta il peso della tradizione latina del diritto e della virtù civica.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.