Il Paroliere

probità

sostantivo femminile

Rettitudine morale profonda e costante; onestà elevata a principio di vita, non solo assenza di scorrettezze.

formaleletterariogiuridicoeticadirittopoliticasocietà

Integrità morale rigorosa e costante; la qualità di chi è probo — cioè di chi non solo non fa il male ma ha interiorizzato profondamente i principi etici fino a farne una seconda natura. Probità è un'onestà elevata, quasi ascetica: non si limita all'assenza di comportamenti scorretti ma indica una rettitudine positiva, attiva, che si manifesta anche quando nessuno osserva e anche quando la scorrettezza sarebbe vantaggiosa e impunita. Nel lessico giuridico italiano, probità compare spesso come requisito per l'esercizio di determinati ruoli pubblici o professionali — «requisiti di onorabilità e probità» — dove indica lo standard morale richiesto per ricoprire una posizione di fiducia.


Dal latino probitas, -atis, da probus («buono, onesto, integro»), forse da probare («mettere alla prova, approvare»): colui che ha superato la prova morale.


  • «La sua probità era leggendaria nel palazzo di giustizia: in trent'anni di carriera, nessuno aveva mai potuto muovergli un'obiezione.»
  • «La legge richiede ai candidati di dimostrare requisiti di probità e onorabilità prima di essere iscritti all'albo.»
  • «Probità non è fare il bene quando conviene: è farlo anche quando costa qualcosa.»

integrità moralecomune

completezza etica senza compromessi

rettitudineformale

condotta dritta e corretta in ogni circostanza

onestàcomune

forma più quotidiana e accessibile

virtù civicafilosofico

in senso repubblicano e istituzionale


corruzionecomune

cedimento ai comportamenti illeciti

venalitàcomune

orientamento al tornaconto economico

malafedecomune

intenzione consapevolmente scorretta


proboonestaintegerrimoirreprensibilevirtùrettitudinemorale pubblica

Probità occupa il gradino intermedio nella gerarchia dell'onestà italiana: più impegnativa e interiore dell'onestà comune, meno assoluta e solenne dell'integerrimo. È la parola del codice deontologico, del magistrato che resiste alle pressioni, del funzionario che rifiuta il favore. Ha una qualità quasi vocazionale: non si è probi occasionalmente, si è probi come modo di essere nel mondo.


Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.

Voce creata: 2026-06-06T00:00:00.000ZUltimo aggiornamento: 2026-06-07T08:56:47.221Z← Tutte le voci