Il Paroliere

vino

sostantivo maschilemaschile

Bevanda alcolica da fermentazione del mosto d'uva; in Italia, classificata secondo DOCG, DOC, IGT e DOP europeo. Prodotto identitario del territorio.

comunetecnico in enologiaenologiaagricolturacultura italianaeconomiachimica

La bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione del mosto d'uva — il succo degli acini di vitigno — ad opera di lieviti che trasformano gli zuccheri in alcol etilico e anidride carbonica. È uno dei prodotti culturali e agricoli più identitari dell'Italia, che è il primo produttore mondiale per volume ed è tra i primi per valore e qualità. Il sistema di certificazione italiano ed europeo si articola su quattro livelli. DOCG — Denominazione di Origine Controllata e Garantita: il livello più alto; le DOCG italiane sono circa 77 (2024). Il vino deve provenire interamente da una zona geografica definita, essere prodotto con vitigni specifici, rispettare rese per ettaro massime, superare una commissione di degustazione obbligatoria e riportare il contrassegno di stato sulla fascetta. Esempi: Barolo DOCG, Brunello di Montalcino DOCG, Chianti Classico DOCG, Amarone DOCG, Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene DOCG. DOC — Denominazione di Origine Controllata: le DOC italiane sono circa 341 (2024), meno restrittive delle DOCG ma comunque legate a disciplinari di produzione. IGT — Indicazione Geografica Tipica: corrispondente italiano dell'europeo IGP nel settore vino; i vitigni e le pratiche sono molto più liberi. Paradossalmente, alcuni dei vini italiani più costosi e prestigiosi sono IGT: i Supertuscans (Sassicaia, Tignanello, Ornellaia) usano vitigni internazionali non previsti dai disciplinari tradizionali toscani, scegliendo l'IGT per mantenere libertà produttiva. DOP — Denominazione di Origine Protetta: il termine europeo che comprende sia DOCG sia DOC a livello comunitario.


Dal latino vinum, di origine indoeuropea, affine al greco oinos. La radice *win- è comune a molte lingue europee: wine (inglese), Wein (tedesco), vin (francese e scandinavo). Uno dei prestiti più antichi della civiltà mediterranea.


  • «Il Brunello di Montalcino DOCG non può essere commercializzato prima di cinque anni dalla vendemmia — sei per la Riserva: è uno dei periodi di affinamento più lunghi tra i vini italiani.»
  • «Il Sassicaia è tecnicamente un IGT Bolgheri, ma è considerato tra i grandi vini italiani: la classificazione formale non sempre coincide con la qualità reale.»
  • «La differenza tra un Chianti DOC e un Chianti Classico DOCG non è solo geografica: è di disciplinare, di rese, di controlli, di storia.»

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Il sistema di certificazione del vino italiano è uno dei più complessi e articolati al mondo, e spesso genera confusione anche tra gli appassionati. Il punto paradossale dei Supertuscans va sottolineato: alcuni dei vini italiani più celebri e costosi — Sassicaia, Tignanello, Ornellaia — scelgono deliberatamente la classificazione più bassa (IGT) per mantenere libertà nei vitigni usati. La qualità è nel bicchiere, non nell'etichetta. Il sistema DOCG garantisce controlli rigorosi, ma non garantisce automaticamente che il vino sia migliore di un buon IGT.


Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.

Voce creata: 2026-06-06T00:00:00.000ZUltimo aggiornamento: 2026-06-07T08:56:48.197Z← Tutte le voci