canaglia
Insulto vigoroso ma non definitivo: più un'esclamazione che una condanna, a volte perfino affettuoso.
Definizione
Insulto di forte energia espressiva, più esclamativo che condanna morale ragionata. In origine indicava la gente bassa e vile — la canaglia come massa, come classe — oggi è quasi sempre singolare e personale, e può persino avere una sfumatura affettuosa, specie rivolto a chi ha fatto qualcosa di sbarazzino o audace.
Etimologia
Dal provenzale canilha (gente vile, marmaglia), derivato di can (cane): letteralmente la gente da trattare come cani. Uso collettivo e spregiativo fino al XVII secolo; poi progressivo slittamento verso il singolare personale e l'uso espressivo.
Esempi d'uso
- ««Canaglia!» — una parola che in italiano può significare tutto, dal massimo insulto al massimo affetto.»
- «Era una canaglia, lo sapevano tutti — ma di quelle che ti fanno sorridere anche quando sbagliano.»
- «La storia è piena di canaglie che hanno fatto cose grandi: dipende da che parte stavi.»
Sinonimi
condanna più grave e strutturale, senza sfumatura affettuosa
simile per registro espressivo, ma meno ambivalente
più letterario e bonario
più leggero, spesso affettuoso specie con i bambini
registro più crudo, uso figurato meridionale
Contrari
uomo onesto e di condotta irreprensibile
di comportamento corretto e rispettoso
Parole correlate
Nota del Paroliere
Canaglia è il termine più ambivalente del cluster. Ha percorso la strada inversa rispetto alla maggior parte degli insulti: invece di diventare più grave col tempo, si è alleggerito. Oggi chi viene chiamato canaglia con un sorriso sa di essere, in qualche misura, amato.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.