farabutto
Persona moralmente compromessa in modo strutturale: la disonestà non è una scelta, è il carattere.
Definizione
Chi è farabutto lo è in modo permanente, non circostanziale. Non si tratta di un errore di giudizio o di una mossa conveniente: la disonestà è la struttura stessa del carattere, non un incidente di percorso. Termine di condanna senza attenuanti, usato quando si vuole dire che una persona non è recuperabile sul piano morale.
Etimologia
Di origine incerta, probabilmente dal tedesco Freibeuter (predone, pirata) attraverso l'italiano settentrionale; il termine entra nell'uso comune italiano tra Sette e Ottocento come designazione di individuo senza scrupoli e senza onore.
Esempi d'uso
- ««Faceva così questo malacarne, mi rubava allora e mi ruba ora» — Vitaliano Brancati usa malacarne dove altri avrebbero scritto farabutto: la condanna è identica, il registro più popolare.»
- «Non è uno che sbaglia: è un farabutto. C'è differenza.»
- «Scoprì tardi di aver dato fiducia a un farabutto — e quella scoperta le costò più del danno materiale.»
Sinonimi
persona senza scrupoli, con sfumatura più colorita
condotta bassa, spesso in tono più espressivo
chi inganna con metodo, enfasi sul modo operativo
uso figurato: persona di basso valore morale
Contrari
uomo onesto e di parola
di integrità morale assoluta
Parole correlate
Nota del Paroliere
Farabutto è il termine che non lascia scampo. Gli altri lemmi del cluster — imbroglione, mascalzone, birbante — descrivono un comportamento, un metodo, una figura. Farabutto descrive una natura. Usarlo significa chiudere il giudizio, non aprire una discussione.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.