furfante
Disonesto di registro letterario: figura da romanzo d'avventura, oggi usato con tono quasi bonario.
Definizione
Persona disonesta che porta con sé una luce teatrale: il furfante appartiene alla pagina più che alla cronaca, alla commedia settecentesca e al romanzo d'avventura. Meno grave del farabutto sul piano morale, ma più vivido — conserva, nell'uso contemporaneo, una patina quasi bonaria che lo avvicina al mascalzone più che al criminale.
Etimologia
Di origine incerta, probabilmente dal longobardo furfante (vagabondo, briccone) o da un derivato di furfare (rubare di nascosto). Entra nella lingua letteraria italiana tra Cinque e Seicento come designazione del briccone di strada, poi migra nel teatro e nella narrativa popolare.
Esempi d'uso
- «Era il classico furfante da romanzo: sempre un passo avanti agli altri, mai abbastanza per farla franca.»
- ««Furfante!» esclamò il vecchio — ma nella voce c'era più divertimento che indignazione.»
- «I furfanti della letteratura italiana hanno più umanità di molti eroi.»
Sinonimi
con sfumatura più leggera e spesso affettuosa
più teatrale e popolare, meno letterario
più energico e esclamativo
quando la disonestà è strutturale e senza attenuanti
con radici nel brigantaggio, oggi simile per sfumatura
Contrari
uomo di condotta onesta e irreprensibile
di integrità morale riconosciuta
Parole correlate
Nota del Paroliere
Il furfante è il personaggio disonesto più simpatico della lingua italiana. Ha vissuto troppo a lungo nelle pagine di buona letteratura per uscirne del tutto compromesso. Chiamare qualcuno furfante, oggi, è quasi un complimento — o almeno non è una condanna.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.