etnocentrismo
Tendenza a valutare le altre culture usando la propria come metro implicito; per Lévi-Strauss, un errore epistemologico che impoverisce chi lo commette.
Definizione
Tendenza a interpretare le altre culture usando come metro di giudizio i valori, le norme e i comportamenti della propria. Non è necessariamente ostile — spesso opera in modo inconsapevole — ma produce una gerarchia implicita in cui il proprio gruppo funge da punto zero del confronto. In antropologia è distinto dalla xenofobia per l'assenza di paura: l'etnocentrismo giudica, non teme. Claude Lévi-Strauss ha affrontato il problema in modo radicale nel saggio «Razza e storia» (1952): ogni cultura tende a rigettare come barbaro ciò che è al di fuori di sé, ma questa reazione — per quanto universale — non costituisce un fondamento per classificare le civiltà su una scala evolutiva. Per Lévi-Strauss la diversità culturale non è un ostacolo da superare né una gerarchia da stabilire: è la condizione stessa della creatività storica dell'umanità. Le culture si sviluppano attraverso il contatto, la coalizione e lo scambio, non nell'isolamento. L'etnocentrismo, in questa lettura, non è solo un errore morale: è un errore epistemologico — impoverisce chi giudica prima ancora di danneggiare chi viene giudicato.
Etimologia
Composto del greco éthnos ('popolo', 'nazione') e del latino centrum ('centro'). Il termine fu introdotto dal sociologo americano William Graham Sumner nel 1906 nell'opera «Folkways» per descrivere la tendenza dei gruppi a porsi al centro del mondo.
Esempi d'uso
- «Lo storico riconobbe che il suo approccio era viziato da etnocentrismo: ogni civiltà non europea veniva misurata in base al modello romano.»
- «In «Razza e storia» Lévi-Strauss dimostra che il «primitivo» non è una fase evolutiva inferiore: è un'altra risposta, ugualmente complessa, alle stesse domande fondamentali.»
- «L'etnocentrismo non è solo coloniale: anche il confronto tra regioni italiane può produrre giudizi etnocentrici sottili.»
- «Distinguere etnocentrismo da relativismo culturale è uno degli esercizi fondamentali della formazione antropologica.»
Sinonimi
uso figurato e meno tecnico, indica chiusura verso il diverso
forma specifica di etnocentrismo con la cultura europea come punto di riferimento
Contrari
approccio che valuta ogni cultura secondo i propri parametri interni
apertura e confronto tra culture senza gerarchia implicita
Parole correlate
Nota del Paroliere
Lévi-Strauss scrisse «Razza e storia» su commissione dell'UNESCO, in un momento in cui il mondo stava ancora cercando le parole per elaborare lo sterminio nazista. La sua risposta non fu un elogio sentimentale della diversità: fu un'argomentazione rigorosa per cui l'etnocentrismo è prima di tutto un danno per chi lo pratica. Chi giudica gli altri a partire da un unico metro perde la capacità di comprendere — e quindi di imparare.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.