Il Paroliere

migrazione

sostantivofemminile

Spostamento da un luogo a un altro con intenzione di stabilirsi; comprende movimenti volontari e forzati, interni e internazionali.

comunetecnicogiuridicodemografiadiritto internazionalesociologiastoriabiologia

Spostamento di individui o gruppi da un luogo a un altro con l'intenzione o la necessità di stabilirsi altrove. In demografia e diritto internazionale si distinguono la migrazione interna (all'interno di uno stesso paese) e quella internazionale (tra paesi diversi); la migrazione volontaria (mosssa da scelte economiche, familiari o personali) e quella forzata (causata da guerre, persecuzioni, disastri ambientali o violazioni dei diritti fondamentali). Le cause sono quasi sempre multiple e intrecciate: separare «migrante economico» da «rifugiato» è una distinzione giuridica necessaria — perché determina diritti e procedure diverse — ma non sempre corrisponde alla complessità delle storie individuali. Il termine si applica anche agli spostamenti stagionali di specie animali, con la stessa neutralità descrittiva con cui si dovrebbe usare in ambito umano.


Dal latino migratio, -onis, derivato di migrare ('spostarsi', 'trasferirsi'). La radice indoeuropea è condivisa con il greco ameíbein ('cambiare'). L'uso moderno con riferimento ai movimenti di popolazione si consolida nel XIX secolo con le grandi emigrazioni atlantiche.


  • «Tra il 1880 e il 1930 circa cinque milioni di italiani emigrarono negli Stati Uniti, in Argentina e in Brasile: era migrazione economica, ma anche fuga dalla miseria e dalla violenza politica.»
  • «Il diritto internazionale distingue il rifugiato — che ha diritto alla protezione per persecuzioni documentate — dal migrante economico, che rientra nelle politiche di ingresso di ciascun paese.»
  • «Le rondini percorrono ogni anno migliaia di chilometri: anche la biologia usa il termine migrazione per descrivere un movimento stagionale guidato da necessità.»
  • «Gestire la migrazione richiede strumenti diversi a seconda del tipo: accordi di rimpatrio, programmi di integrazione, canali legali di ingresso, protezione dei richiedenti asilo — non esiste una risposta unica.»

emigrazionecomune

enfatizza il movimento di uscita dal luogo di partenza

immigrazionecomune

enfatizza l'arrivo nel luogo di destinazione — stesso fenomeno, punto di vista opposto

esodoletterario

spostamento massiccio, spesso con connotazione di fuga o trauma collettivo


sedentarietàtecnico

condizione di chi rimane stabile nel territorio d'origine

stanzialitàcomune

radicamento in un luogo, opposto del movimento migratorio



Migrazione è una parola descrittiva che il dibattito pubblico ha trasformato in un campo minato. Vale la pena tenere separati tre piani che spesso vengono mescolati: il piano empirico (quante persone si spostano, per quali motivi, con quali effetti documentati), il piano giuridico (quali diritti e obblighi si attivano in base alla categoria di ingresso) e il piano politico (quali scelte uno Stato decide di compiere nell'esercizio della sua sovranità, nel rispetto degli obblighi internazionali). Confondere i tre piani produce semplificazioni che servono alla retorica, non alla comprensione.


Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.

Voce creata: 2026-06-08T00:00:00.000ZUltimo aggiornamento: 2026-06-07T22:18:24.121Z← Tutte le voci