Il Paroliere

xenofobo

aggettivo / sostantivomaschile

Chi nutre o manifesta ostilità verso gli stranieri; aggettivo di atteggiamenti e politiche di esclusione.

comunetecnicosociologiapoliticapsicologia sociale

Chi manifesta xenofobia: avversione, diffidenza o ostilità verso chi è percepito come straniero o estraneo al proprio gruppo. Come aggettivo descrive atteggiamenti, discorsi o politiche che escludono o denigrano l'altro in quanto diverso per origine, lingua o appartenenza culturale. Come sostantivo indica la persona che incarna questa postura, spesso senza esserne pienamente consapevole.


Derivato di xenofobia (dal greco xénos, 'straniero', e phóbos, 'paura') tramite il suffisso aggettivale -o. Forma parallela a parole come claustrofobico, agorafobico.


  • «Quel comizio era xenofobo nei toni prima ancora che nei contenuti: il modo in cui veniva pronunciata la parola 'straniero' bastava.»
  • «Non si definiva xenofobo, ma ogni volta che parlava di sicurezza tirava in ballo le nazionalità.»
  • «Una politica migratoria può essere restrittiva senza essere xenofoba: la differenza sta nei presupposti, non nelle misure.»

razzistacomune

più specifico, implica una gerarchia tra razze percepite

nazionalista escludentepolitico

usa la paura dello straniero come collante identitario


xenofilotecnico

chi è attratto dalle culture straniere

cosmopolitaformale

chi considera l'altro una risorsa, non una minaccia



Xenofobo è una di quelle parole che le persone difficilmente applicano a sé stesse. Il meccanismo è ricorrente nel lessico del pregiudizio: l'autodefinizione è sempre al riparo. Vale la pena usarla con precisione — non come insulto generico, ma come diagnosi semantica.


Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.

Voce creata: 2026-06-08T00:00:00.000ZUltimo aggiornamento: 2026-06-07T22:18:23.929Z← Tutte le voci