accoglienza
Il ricevere l'altro garantendo dignità e diritti fondamentali; non apertura illimitata, ma rispetto degli obblighi internazionali.
Definizione
Il ricevere qualcuno — ospite, straniero, richiedente asilo — garantendogli le condizioni minime di dignità previste dal diritto e dalla convivenza civile. In senso comune indica anche il modo in cui una persona o una comunità si apre al nuovo arrivato: calore, disponibilità, assenza di ostilità. Nel dibattito pubblico contemporaneo il termine è spesso usato come sinonimo improprio di «apertura illimitata delle frontiere» — una semplificazione che distorce il concetto. Accoglienza non significa assenza di regole, né obbligo di accettare chiunque senza valutazione: significa garantire a chi arriva — qualunque sia il suo status giuridico — il rispetto dei diritti fondamentali riconosciuti dal diritto internazionale, a partire dal divieto di respingimento verso paesi dove la vita è in pericolo (principio di non-refoulement). È un concetto giuridico prima ancora che sentimentale.
Etimologia
Derivato del verbo accogliere, dal latino ad- + colligere ('raccogliere verso di sé', 'riunire'). La radice è la stessa di collegare e raccogliere: l'accoglienza è, etimologicamente, un atto di raccolta — portare qualcosa o qualcuno dentro il proprio perimetro.
Esempi d'uso
- «Il principio di non-refoulement, sancito dalla Convenzione di Ginevra del 1951, è il nucleo giuridico dell'accoglienza: nessuno può essere respinto verso un paese dove rischia persecuzione.»
- «Accoglienza non significa rinunciare a valutare le domande di protezione: significa farlo con procedure giuste, tempestive e rispettose della dignità della persona.»
- «Un sistema di accoglienza efficiente non è necessariamente un sistema generoso: è un sistema che applica le norme con rapidità, riducendo i tempi di incertezza per tutti.»
- «La città aveva organizzato l'accoglienza con metodo: alloggi temporanei, corsi di lingua, orientamento legale. Non era sentimentalismo — era amministrazione.»
Sinonimi
più legato alla tradizione culturale e morale, meno al quadro giuridico
forma specifica di accoglienza garantita a chi non soddisfa i requisiti del rifugiato ma si trova in situazione di vulnerabilità
Contrari
misura di allontanamento alla frontiera; quando illegale, viola il principio di non-refoulement
rifiuto di riconoscere all'altro uno spazio e uno status
Parole correlate
Nota del Paroliere
Accoglienza è una delle parole più abusate del dibattito pubblico italiano degli ultimi anni — sia da chi la trasforma in slogan buonista, sia da chi la tratta come sinonimo di ingenuità. In entrambi i casi si perde la precisione: l'accoglienza è prima di tutto un obbligo giuridico che discende da trattati internazionali firmati dall'Italia. Non è un sentimento. Non è una scelta discrezionale. È un sistema di norme — che si può implementare meglio o peggio, ma che non si può semplicemente ignorare senza violare il diritto internazionale.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.