radici
Origini, memorie e legami territoriali o familiari che danno continuità alla propria storia.
Definizione
Nel plurale figurato, i luoghi, le memorie, le lingue e le storie familiari da cui una persona o una comunità sente di provenire. Le radici non coincidono con un'appartenenza sociale presente: richiamano soprattutto l'origine, la continuità ancestrale e il rapporto, anche conflittuale, con un territorio o una genealogia.
Etimologia
Plurale di radice, dal latino radix, radicis. Dalla parte della pianta che affonda nel terreno nasce una metafora antica e ancora viva per l'origine, la discendenza e il legame con un luogo.
Esempi d'uso
- «Ha lasciato la valle da giovane, ma nelle ricette e nelle inflessioni della voce riconosce ancora le proprie radici.»
- «Cercare le radici della famiglia non gli serviva a chiudersi nel passato, ma a capire quali storie aveva ereditato.»
- «Il festival ha dato spazio alle radici locali senza trasformarle in una cartolina per turisti.»
Sinonimi
↳ Termine più ampio e descrittivo, adatto anche a fatti, idee o fenomeni senza implicare un legame affettivo.
↳ Sottolinea la discendenza familiare o culturale e ha un tono più genealogico.
↳ Indica la condizione o il processo dell'essere ben legati a un luogo o a un contesto.
Contrari
Parole correlate
Nota del Paroliere
Le → radici guardano all'indietro e in basso: all'origine, alle generazioni, al terreno reale o immaginato da cui si viene. → Appartenenza nomina invece il sentirsi parte di un gruppo nel presente, e → identità il modo in cui ci si riconosce nel tempo; le radici possono nutrire entrambe, ma non obbligano a restare fermi né a idealizzare il luogo da cui si parte.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.