oscurità
Assenza di luce; in senso figurato, condizione di non-conoscenza, mistero o angoscia interiore.
Definizione
Assenza di luce o condizione in cui la luce è insufficiente a permettere la visione. In senso figurato è l'antitesi del bagliore: non solo mancanza fisica di chiarore, ma condizione di non-conoscenza — l'oscurità della storia su cui non esistono documenti, l'oscurità interiore in cui ci si perde senza trovare uscita. Porta dentro di sé tanto il mistero quanto l'angoscia.
Etimologia
Dal latino obscuritas, derivato di obscurus (buio, nascosto, poco chiaro). Ob- (davanti a, contro) + un derivato di scurus, connesso a una radice indoeuropea legata al coprire, nascondere. L'oscurità non è solo assenza: etimologicamente è qualcosa che copre.
Esempi d'uso
- «L'oscurità della stanza era completa — non si vedeva nemmeno la mano davanti agli occhi.»
- «Quei decenni restano nell'oscurità: nessun documento, nessun testimone sopravvissuto.»
- «C'è un'oscurità nei suoi occhi quando parla di quel periodo — qualcosa che non vuole essere visto.»
Sinonimi
più concreto e fisico, meno carico letterariamente
oscurità totale e pesante, spesso con connotazione drammatica o religiosa
nel senso figurato, mancanza di trasparenza
Contrari
luce intensa e improvvisa, antitesi dell'oscurità
presenza stabile di luce, opposto diretto
nel senso figurato, comprensione e trasparenza
Parole correlate
Nota del Paroliere
L'oscurità non è solo assenza di luce: è presenza di qualcosa che non si riesce a vedere. Questa distinzione — che l'etimologia latina già suggerisce — rende il lemma molto più ricco del semplice antitesi di bagliore. L'oscurità della storia, l'oscurità interiore, l'oscurità di un testo difficile: in tutti questi usi, qualcosa c'è — solo che è nascosto, coperto, sottratto.
Fonti esterne
Il Paroliere fornisce definizioni originali. Le fonti esterne sono collegate per consultazione, non copiate.